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Letteratura


VAMPIRI IMMORTALI: VAMPIRI TRA LE PAGINE DEI ROMANZI
Dopo le cronache e i rapporti scientifici che tanto impegnarono l'ambiente accademico ed ecclesiastico nel XVIII secolo, i vampiri tornano ad occupare gli incubi degli uomini moderni a partire dai primi decenni dell'Ottocento. Non più visti come esseri mostruosi che gironzolano per le campagne avvolti nel loro maleodorante sudario, i Figli della Notte diventano protagonisti di un fortunato filone letterario il cui successo ancora oggi non conosce momenti di stanchezza. A partire dal piccolo racconto "Il vampiro" di Polidori fino ad arrivare a moderni successi letterari come "Le notti di Salem" di King o "Intervista col vampiro" di Rice - senza naturalmente dimenticare due capolavori come "Carmilla" di Le Fanu e "Dracula" di Stoker - la letteratura ha reinventato il suo vampiro trasformandolo in essere affascinante, potente, immortale. Un nuovo vampiro si aggira per l'Europa...

Tre vampiri del XIX secolo. Nel XIX secolo la letteratura si impossessa del vampiro e lo elegge a suo antieroe maledetto e dannato, affascinante e ripugnante allo stesso tempo. Prima di "Dracula" di Stoker, furono principalmente tre i vampiri più amati e temuti dal pubblico europeo: il byroniano Lord Ruthven, la bella e inquietante Carmilla e il crudele e patetico Varney.
Lord Ruthven, spietato ed elegante vampiro gentiluomo che ama rovinare gli stolti e salassare le belle fanciulle, fu inventato nel 1816 dal medico John William Polidori (segretario personale di Lord Byron), autore del bellissimo racconto "Il vampiro". Carmilla è invece il personaggio protagonista dell'omonimo racconto scritto da Joseph Sheridan Le Fanu nel 1872 e che ha per protagonista una misteriosa fanciulla-vampiro che intreccia una morbosa relazione con una ragazza umana. Varney, protagonista del lunghissimo romanzo a puntate "Varney il Vampiro" di Thomas Preskett Prest e James Malcom Rymer (1847), è invece un crudele vampiro sofferente per la sua condizione che cercherà la pace eterna gettandosi nel Vesuvio dopo mille peripezie.

Dracula, principe dei vampiri. Nel 1897 esce, per i tipi della casa editrice Archibald Constable & Compay di Londra, il romanzo "Dracula" dell'irlandese Abraham (Bram) Stoker. Ed è subito successo. Da questo momento in poi il vampiro ha un solo nome: Dracula.
Con la sua storia gotica fatta di misteriose regioni isolate sui monti Carpazi, di castelli in rovina, misteriosi esseri che strisciano sui muri, enormi pipistrelli, inesausti inseguimenti, fanciulle assalite da mali inspiegabili, coraggiosi giovanotti vittoriani pronti a battersi come leoni sfidando i misteri più inspiegabili, il capolavoro di Stoker scava nell'inconscio umano (soprattutto vittoriano) per restituirci le nostre paure più inconsce con un viso e un nome: quelli di Dracula!
Ma chi è veramente Dracula? Da dove viene? Quali sono i suoi nefandi scopi?

Bram Stoker, una vita tra teatro e letteratura. Vita morte e miracoli letterari di un anonimo impiegato statale di Dublino, autore di uno dei romanzi di terrore più letti di tutti i tempi. Dalla difficile infanzia a Dublino all'amicizia con il grande attore Henry Irving. Dai suoi primi successi come agente teatrale alle sue prime opere letterarie, fino al suo capolavoro assoluto: "Dracula" (1897).