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Cinema


DRACULA IL VAMPIRO: MITO MODERNO
A partire dalla pubblicazione di "Dracula" è tutto un proliferare di letteratura vampirica: non si può più parlare di vampiri senza essere costretti a nominare il conte transilvano inventato da Stoker. Il cinema, appena nato, si appropria subito di questo mito e crea i suoi primi sbiaditi Dracula muti in bianco e nero: dall'ormai perduto "Drakula" (1920) dell'ungherese Karoly Lajthay al "Nosferatu" di Friedrich Wilhelm Murnau (1922), dal primo Dracula sonoro con Bela Lugosi (1931) al primo Dracula a colori con Christopher Lee (1958), fino alle più moderne riletture anche in chiave contemporanea. Per arrivare alle oltre trecentocinquanta pellicole (tra parodie e film seri) con il Principe della Notte come assoluto protagonista. Senza dimenticare che né la Tv né il fumetto hanno rinunciato a rileggere, secondo i propri stili narrativi, la vicenda del vampiro stokeriano. Non ultimi i videogiochi e Internet.

IL CINEMA
Vampiri in bianco e nero: dagli anni Venti agli anni Quaranta. Il vampiro ha "vampirizzato" il cinema fin dalla sua nascita. Già nel 1896, infatti, il pioniere del cinema fantastico Georges Méliès firmava il suo "Le Manoir du Diable", un cortometraggio che mostra un grosso pipistrello svolazzare tra le torri diroccate di un castello per poi dileguarsi al contatto con i raggi del sole. Poi arriva il capolavoro assoluto del genere: "Nosferatu, Eine Symphonie des Grauens" di Murnau (1922) con l'interpretazione allucinata e satanica del suo protagonista: il misterioso attore Max Schreck, primo Dracula cinematografico (anche se nel film, per una questione di diritti d'autore, si chiama Orlok) di cui ci sia rimasta testimonianza. Tra produzioni più o meno meritevoli (tra cui il bellissimo "Vampyr" di Carl Theodor Dreyer) si arriva al 1931 del primo film sonoro: "Dracula" di Tod Browning, con Bela Lugosi nella parte del protagonista. Ed è subito draculamania.

Vampiri a colori: dagli anni Cinquanta agli anni Settanta. Dopo la parabola discendente (e un po' patetica) di Bela Lugosi, morto nel 1956 in preda alla follia e alla droga, è l'inglese Christopher Lee ad ereditare il titolo di "Dracula per eccellenza". Il primo film, il bellissimo "Dracula il Vampiro", arriva nel 1958 con la regia di un mago del cinema gotico: Terence Fisher. Sempre con Lee protagonista, seguiranno altri sette film prodotti dalla Hammer, più una ventina prodotti da altre case. Tra questi ultimi vanno ricordati "Il Conte Dracula" di Jesus Franco (1973) e le due divertenti parodie "Tempi duri per i vampiri" con Renato Rascel (1959) e "Dracula Padre e figlio" (1976). Intanto il cinema vampirico prolifica tra produzioni importanti e film di Serie B. Da ricordare "Per favore non mordermi sul collo" di Roman Polanski (1967), "Amore a primo morso" di Stan Dragoti (1979) e "Vampiri amanti" di Roy Ward Baker (1971).

Vampiri campioni d'incassi: dagli anni Ottanta ad oggi. Sulla scia dei successi riscossi da due bei film come "Nosferatu" (1978) di Werner Herzog con Klaus Kinski e "Dracula" (1979) di John Badham con Frank Langella, il vampiro ritrova la dignità che sembrava aver perso nelle parodie degli anni '70. Due principalmente i film che hanno scritto capitoli importanti nella storia del cinema vampirico dell'ultimo periodo: "Bram Stoker's Dracula" (1992) di Francis Ford Coppola e "Intervista col vampiro" (1994) di Neil Jordan. Senza dimenticare pellicole come "Miriam si sveglia a mezzanotte" (1983), "L'Ammazzavampiri" (1986), "Vampires" (1998) e "L'ombra del vampiro" (2000).

I grandi Dracula dello schermo. Moltissimi sono stati gli attori che dagli anni Venti ad oggi hanno prestato il loro volto al Principe delle Tenebre. Alcuni di loro, però, più o meno intenzionalmente, sono riusciti a dargli "qualcosa in più" con interpretazioni particolarmente riuscite, proiettando di volta in volta sul volto del loro Dracula emozioni sempre diverse, trasformandolo ora in demone furibondo, in essere patetico o in sofisticato Angelo Nero portatore di amore e morte. Cinque sono stati principalmente i grandi Dracula dello schermo: Max Schreck (1922, ripreso magistralmente da Klaus Kinski nel 1978), Bela Lugosi (1931), Christopher Lee (1958), Frank Langella (1979) e Gary Oldman (1992). A loro, alla loro storia, carriera e interpretazione draculesca, è dedicata un'intera sezione della mostra.

IL FUMETTO
Vampiri di carta. Così come avvenne per il cinema, anche nel caso del fumetto i vampiri hanno da subito occupato una discreta fetta di mercato. In questo caso più come occasionali nemici dei classici supereroi (da Batman a Superman, da Tarzan a Capitan America) più che come titolari di testate vere e proprie. Per avere buoni prodotti dedicati interamente ai "vampiri di carta" bisogna infatti attendere gli anni Cinquanta con le prime versioni a fumetti del romanzo di Bram Stoker. Poi arrivano gli anni Settanta, col boom delle vampire sexy a partire da Vampirella (1969).
Gli anni '70 e '80 sono un fiorire di fumetti vampirici più o meno riusciti. Escono in questo periodo opere pregevoli come "Conte Dracula" di Guido Crepax (1983) o "Dracula" di Fernando Fernandez (1983). In Italia, poi, è la Sergio Bonelli Editore a mantenere vivo l'interesse del giovane pubblico "fumettaro" per i vampiri. Ricordiamo il Bela Rakosi che Zagor incontra in "Zagor contro il Vampiro" ('72), il patetico Conte Dracula protagonista del divertente "Horror Cico" (1990), i vampiri con cui lotta Dylan Dog in "Vivono tra noi" (1997) e "I Vampiri" (1991), quelli che incontra Nathan Never in "I figli della notte" (1994) e "Vampyrus" (1993), il Vlad Tepes che invita a pranzo il detective Napoleone in "Racconti d'autunno" (1998) o ancora la bambina vampiro ricercata da Legs Weaver in "Vampyre Story" (1997). Senza dimenticare tutti i vampiri che Harlan Draka, protagonista del più recente "Dampyr", incontra sul suo cammino. Tra albi rari, prime edizioni, collezioni preziose e tavole di disegnatori importanti, scopriamo questo universo parallelo di "pipistrelli cartacei", con un occhio particolare alla meritevolissima produzione italiana!