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Numero 30 - Settembre 2009

VAN HELSING, IL DEGNO AVVERSARIO
di Alberto Filippa, socio C858



"Un uomo di statura media, di costituzione robusta, le spalle larghe piantate sopra un torace ampio e profondo, il collo robusto che regge una testa il cui portamento colpisce immediatamente come segno di intensità di pensiero e di autorevolezza. (…) Il volto è perfettamente rasato, il mento deciso, la bocca larga (…), il naso ben proporzionato, dritto (…) capelli rossicci. Grandi occhi azzurro scuro, nascosti e che si fanno duri o severi a seconda dell'umore".
E' con queste parole che nel lontano 1897 Mina Murray Harker presentava, tramite il suo diario, ai lettori inglesi il Professor Abraham Van Helsing, insigne medico, accademico olandese e, soprattutto, colui che sarà non "un" ma "il" principale antagonista di Nostro Signore delle Tenebre: il Conte Dracula.
Nel 1897 Bram Stoker pubblica il più grande libro dell'orrore in lingua inglese e al contempo dona alla letteratura e cultura mondiale uno dei personaggi più amati e conosciuti in tutto il mondo (Dracula appunto), ma al contempo ci offre anche un altro straordinario personaggio, destinato ad accompagnare (o meglio "a tener testa") al Conte vampiro, cioè il "sempre tra i piedi" Professor Van Helsing che diventa il "detective dell'occulto" per eccellenza ed anche il decano di una lunga e sterminata stirpe di "cacciatori delle tenebre".
Questo professore olandese avrà il compito di coordinare la caccia a Dracula e fornirà ai giovani lettori (che magari diventeranno scrittori) un archetipo ideale del bene che combatte contro il male; l'eroe buono, saggio e preparato che si appresta a combattere le Tenebre, rivelandosi il degno erede di quegli eroi ante litteram che erano Perseo, Ercole, Teseo ecc.
Cosa pensava Stoker di questo personaggio? La tecnica utilizzata per scrivere il libro, non gli consente di fare commenti personali sui personaggi. Malgrado questa scelta è possibile trarre diverse conclusioni.
Stoker lascia chiaramente intendere che i protagonisti sono uomini e donne particolarmente inadatti a giudicare gli eventi straordinari con i quali si confrontano. E' qui che emerge la prima caratteristica di Van Helsing: egli non solo è l'unico vecchio del gruppo, ma è anche la sola persona consapevole delle forze che si devono affrontare.
Infatti, il gruppo (Jonathan, Mina, Arthur, Jack e Quincy) è composto da gente "normale", ovvero che parte in "svantaggio" rispetto a Dracula perché non conosce niente ne dei poteri ne della specie di questi; mentre Van Helsing, con le sue conoscenze sull'argomento, è l'unico che già da principio riesce a tenere testa a Dracula (malgrado non vi sia uno "scontro frontale diretto" vero e proprio).
Molti critici sono concordi nel dare all'analisi psicanalitica dell'opera la forma di un processo, nel quale Dracula è l'imputato e Van Helsing occupa, guarda caso, il ruolo di Pubblico Ministero.
Tuttavia, se il reato attribuito al Conte fosse l'omicidio di Lucy Westenra, Van Helsing subirebbe una "ribaltazione di ruolo", in quanto qualsiasi medico, una volta letto il caso della Wensterna, concorderebbe sul fatto che ad uccidere la paziente non siano state le "sanguinarie" attenzioni di Dracula, ma le trasfusioni fatte dal suo medico (Van Helsing appunto).
Inoltre, il vecchio professore potrebbe incorrere in una causa per diffamazione o turbamento della quiete pubblica: egli lascia intendere che se non si sterminano i vampiri questi trasformeranno tutta l'umanità ma, seguendo un semplice ragionamento logico, sterminati gli umani i vampiri non avrebbero più il loro principale nutrimento, e al di là delle varie teorie sul loro nutrimento, la loro specie si estinguerebbe in poco tempo.
Malgrado le accuse di negligenza che gli si possono rivolgere, Van Helsing è l'unico già pronto ad affrontare Dracula. Sembra quasi che riesca a percepire un desiderio nascosto nel subconscio dei suoi compagni d'avventura: il divenire come Dracula, dei vampiri!
Se l'opera di Stoker rappresenta veramente uno dei principi della puritana Inghilterra vittoriana, cioè la dannazione passa attraverso lo sfogo di tutti gli istinti nascosti dell'uomo (sessuali in primis) e se davvero lascia intendere che è, generalmente, attraverso l'erotismo della sua figura che il vampiro acquisisce il controllo sugli esseri umani, Van Helsing non è solo un "professore ammazzavampiri", ma anche una sorta di implicito "guardiano puritano" (forse molto simile ad un suo successore, il Solomon Kane di R. H. Howard a cui si accenna più avanti) che vede in Dracula una sorta di Anticristo immorale e, soprattutto, una minaccia sessuale. Egli stesso ammette di subire il fascino delle tre mogli di Dracula prima di eliminarle.
Malgrado le implicite o esplicite colpe che gli si possono attribuire, Van Helsing rappresenta un archetipo che sarà a lungo tenuto a modello da molti scrittori e che guardandolo forgeranno altri straordinari "Detectives dell'occulto": il Carnacki di Thomas Hodgson, il John Silente di Algeron Blackwood, Harry Dyckson di Jean Ray, Solar Pons di August Derleth, e il già citato Solomon Kane di Robert H. Howard.
Malgrado l'importanza detenuta all'interno di questa "dannata categoria di impiccioni" (come la definiscono i fan dei Signori delle Tenebre), Van Helsing non è stato il primo ad incarnare la figura dell'"esperto ammazzamostri". Come Dracula venne preceduto nella figura del "nobile vampiro" dal Lord Ruthven di John W. Polidori, Van Helsing ebbe un suo "predecessore" nel Professor Hesselius, personaggio dell'immortale (in molti sensi) "Carmilla" del compatriota di Stoker: Joseph S. Le Fanu.
Prima di seguire l'ultima novità "hollywoodiana" in cui vengono narrate le origine di tanti eroi della letteratura e dello schermo, la gente normale si dedicava alla ricerca della concretezza che c'era dietro le storie narrate (esempio più recente è "Il Codice da Vinci" di Dan Brown) e traeva immensa gioia nel trovare la realtà dietro la finzione e scoprire quali personaggi avessero ispirato i propri beniamini di carta e celluloide (a questo proposito, la "scoperta" di Sua Altezza Vlad Tepes III Dracula ha donato gioia a molte persone nel mondo intero, ivi compreso il sottoscritto).
Anche Van Helsing ha trovato un modello nella realtà: il Professor Ármin Vámbéry dell'Università di Budapest. Gli attenti lettori dell'opera di Stoker avranno certamente riconosciuto questo nome, citato dallo stesso Van Helsing, nel capitolo 23, come "friend Arminius of Buda-Pesth" ("l'amico Arminius di Budapest").
Vámbéry storico, linguista, politico orientalista (nonché spia al soldo degli inglesi) e viaggiatore ungherese percorse in lungo e in largo l'Europa dell'Est e l'Asia Centrale (divenendo forse il primo a documentare abitudini e costumi di quell'area geografica). Cosa più importante era un conoscente di Bram Stoker; non si è certi se sia stato l'unico modello per lo scrittore irlandese, né che gli abbia passato delle informazioni sul Voivoda Dracula della Transilvania, ma certamente nell'epoca di Stoker era molto conosciuto in Inghilterra e molte delle sue caratteristiche sono chiaramente riconoscibili in Van Helsing (come la conoscenza di popoli lontani e delle loro superstizioni).
Dal 1897 ad oggi, sia nella letteratura che sul grande schermo, la figura di Van Helsing (automaticamente collegata a quella di Dracula - "uniti nella lotta per i secoli dei secoli") ha subito dei notevoli e radicali cambiamenti. Nella letteratura il Professore ha mantenuto forse una maggiore coerenza con l'atteggiamento dell'originale opera stokeriana, ma sul grande schermo la cosa è stata totalmente diversa.
Nel 1922, F. W. Murnau da alla luce il film che è destinato a essere una pietra miliare nella storia del cinema, ma soprattutto la pellicola che apre ufficialmente il filone cinematografico del vampiro: "Nosferatu, eine Symphonie des Grauens". In questo film la figura dominante è il Conte Orlock (il suo nome e quello degli altri fu cambiato per motivi di copyright che sono noti ad ogni cinefilo che si rispetti), Van Helsing è praticamente assente, ma si intravede un po' della sua figura nel Professor Bulwer, che sembra messo li solo per dare l'idea di una, seppur marginale, presenza scientifica.
Il Professore Bulwer può essere considerato un prototipo (anzi, un abbozzo) del cacciatore di vampiri cinematografico, infatti in quelle brevi sequenze in cui appare (in particolare la lezione sui polpi e le piante carnivore) sembra dare l'idea di conoscere un'altra realtà rispetto a quella concreta.
Purtroppo, del suo interprete, John Gottowot, è più facile trovare il suo nome in una lista delle stragi naziste (fu infatti ucciso perché ebreo) piuttosto che in qualche libro sulle origini del cinema del terrore.
I tempi cambiano, i problemi legati al copyright sono superati e l'avvento di nuove tecniche cinematografiche come il sonoro consento a molti artisti di poter dare il meglio di loro stessi e uno di essi, Tod Browning, dirigendo l'ungherese Bela Lugosi, dona al pubblico internazionale uno dei più belli (e al contempo tenebrosi) Dracula cinematografici.
In questa pellicola, Edward Van Sloan interpreta il primo e vero Van Helsing cinematografico ufficiale. La coppia Lugosi-Van Sloan trascina dal teatro (dove interpretava gli stessi personaggi) l'eterno antagonismo conte vampiro-professore ammazzavampiri (l'occulto contro la scienza).
Van Sloan con il suo fisico tozzo e il suo volto barbuto si avvicina molto al Van Helsing letterario, ma da però l'idea di un personaggio "statico", più simile ad un topo di biblioteca. La sua fermezza pare provenire da un'intensa "attività pratica" fatta in passato, ma che gli torna certamente utile.
In questo film non c'è uno scontro fisico diretto (caratteristica, forse comune, di questa lotta nella cinematografia), infatti dopo aver seguito Renfield e scoperto il nascondiglio di Dracula, Van Helsing uccide il Conte nella bara (da cui si ode solo un urlo straziante).
Dopo questo film, nelle infinite trasposizioni cinematografiche che si sono susseguite nel corso del secolo scorso sul Conte Dracula (e, quasi sempre, automaticamente anche su Van Helsing) molte "stelle" cinematografiche si sono passate il ruolo dell'"ammazzavampiri per eccellenza": Laurence Oliver, Herbet Lom, Anthony Hopkins e, in tempi più recenti (in una versione action-hero davvero discutibile) Hugh Jackman; e molti autori hanno rivisto e ridisegnato questo personaggio (ne sono esempi "Ammazzavampiri" di Tom Holland e l'esilarante "Dracula morto e contento" di Mel Brooks).
Nel cuore di ogni cinefilo, però, in entrambi gli schieramenti (pro e contro il Signore delle Tenebre) il Van Helsing cinematografico ha un solo volto: Peter Cushing.
Nelle bellissime ed indimenticabili pellicole della mai troppo compianta casa di produzione Hammer Films, il grande Cushing, con il suo viso magro, austero, il volto spigoloso e con gli occhi penetranti (e relativamente più giovane di Van Sloan), dimostra per ben nove volte (sei nel ruolo dell'accademico olandese e tre come un ammazzamostri generico) di saper rappresentare a meraviglia il simbolo del guerriero del bene nell'Età Vittoriana in cui sono ambientati sia il libro di Stoker che i film della benemerita Hammer.
La sua magnifica interpretazione (e conditio sine qua non quella della sua controparte, l'eccelso Sir Christopher "Conte Dracula" Lee) danno al personaggio di Van Helsing una grande dinamicità, sembra proprio che divida equamente la teoria e la pratica. Conosce perfettamente l'occulto in generale e riesce perfettamente a tener testa, in uno scontro corpo a corpo, a Dracula. E' stato certamente con questo ruolo che Cushing si è identificato con l'immagine dell'eroe del bene (senza tuttavia rimanervi troppo legato).
La coppia Cushing-Lee (gli "Stanlio e Olio del Terrore" come gli ha definiti affettuosamente qualcuno) dimostrano una cosa fondamentale nel rapporto Dracula-Van Helsing: formano un binomio indissolubile in cui certamente Dracula può rendere ugualmente bene come elemento indipendente ma che certamente rende ancora meglio in coppia con il suo acerrimo nemico.
Essi incarnano alla perfezione lo scontro tra Scienza e Occulto, tra nuovo e vecchio, tra razionalità e irrazionalità.
Una domanda ha però sempre attirato l'attenzione di milioni di "vampirologi" in tutto il mondo: perché lo fa? Cosa c'è dietro alla sua opera? E' solo diligenza professionale o c'è dell'altro? E' forse questa la domanda che ci permetterebbe di capire totalmente il personaggio di Van Helsing. Lo fa per odio verso la specie dei vampiri, per la difesa della razza umana o per un motivo personale più profondo? Questa parte rimane ancora un mistero.
All'inizio del nuovo millennio, comunque, sembrerebbe che la figura di Van Helsing si appresti a subire un ulteriore cambiamento. Infatti, da quando Edward Cullen e Isabella Swan ci hanno dimostrato cosa significa amare un diverso, questi in generale (e il vampiro in particolare) è diventata "una specie protetta" (da innumerevoli fan in tutto il mondo) e quindi all'emerito professore non rimarrebbe altro che trasformarsi in un banale scienziato da multinazionale e dare sempre la caccia, incessantemente, al "diverso".
Malgrado i pro e i contro, Abraham Van Helsing rimane sempre un personaggio straordinario e molto probabilmente lo stesso Conte Dracula lo indicherebbe come l'unico, degno avversario di tutta la sua carriera letteraria, cinematografica e non.


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