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Numero 27 - Giugno 2009

THE DARK SCREEN
di Grazia Casagrande, dal sito www.wuz.it



Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo, di Franco Pezzini e Angelica Tintori.


Gli autori ci accompagnano nella comprensione di quali siano i motivi di un successo di così grande durata come quello che il Conte Dracula ha riscontrato da quando Bram Stoker l'ha creato fino ad oggi e sicuramente anche fino a domani.


Come si è evoluta quella pallida figura nell'era degli effetti speciali?
Perché quel personaggio ha colpito così tanto la fantasia da essere utilizzato innumerevoli volte in film di altissima qualità o commerciali, nella pubblicità, seriamente o con ironia, nei musical, nei fumetti, nei giochi di ruolo, addirittura nel porno?

È importante tener sempre presente un fatto: Dracula, abile seduttore, intelligente manipolatore delle menti, spietato assassino ma che provoca le morti senza particolare violenza a meno che non ne sia costretto dai fatti, è prevalentemente un politico e come tale può riproporsi sotto mille diverse spoglie. Alcuni film, come ci viene detto nell'Introduzione di Alberto Farina, esplicitano questa componente (ricordiamo ad esempio Amore all'ultimo morso di John Landis) e mostrano un Dracula in doppio petto che ha nelle mani potere economico e politico o è diventato un boss mafioso.

La valenza scenica di Dracula
Lo stesso Stoker prima ancora di dare alle stampe il suo libro, ne aveva fatta una riduzione teatrale, intuendo il rapporto sempre più stretto di questo personaggio tra lettura e visione. E, si aggiunga, anche il carattere fortemente popolare di questa creatura. Grazie alla capacità di Stoker di creare opere particolarmente indicate alla sceneggiatura vediamo così che ben presto il cinema si occupa di trasporre sullo schermo non solo il nostro famoso vampiro, ma anche altri romanzi del suo creatore.

Ma Dracula che tipo è?
Tante e varie le fonti del romanzo, anche il folklore aveva una sua tradizione vampiresca, solo che la figura era tutt'altro che elegante e raffinata, piuttosto era quella di un grassoccio e malvestito contadino piuttosto stupido e morto da poco, proprio il contrario del vampiro letterario. Se, come si è detto, in realtà Dracula prende vita prima sul palcoscenico e poi nelle pagine di un libro, la sua fortuna teatrale non sarà effimera: anni di repliche in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Qualche importante rappresentazione teatrale
Per quanto riguarda l'Italia viene ricordato in particolare la versione del 1979 di Dracula il Vampiro con la regia di Salvatores presentata al teatro dell'Elfo di Milano. Il centenario del romanzo vede un fiorire di iniziative, anche qui un esempio per tutti: il musical in scena a Vienna di Roman Polanski, Il ballo dei vampiri, tratto dal film Per favore non mordermi sul collo.

Dracula in versione televisiva
Ma ecco entrare in scena anche la televisione. La prima versione (del 1956) ha ancora un taglio teatrale, ma già nel '68 ecco apparire una vera fiction con il Dracula inglese di Patrick Drongoolw. Ma la svolta la si ha nel '73 con l'americano Bram Stoker's Dracula che influenzerà la successiva versione cinematografica di Coppola. Nel '77 la BBC realizza Count Dracula diretto da Philip Saville. Arriviamo al terzo millennio e a tempi vicinissimi: parliamo di Italia e della miniserie del 2002, Il bacio di Dracula di Roger Young con Patrick Bergin, Stefania Rocca, Giancarlo Giannini. Ancora più recentemente (2006) la BBC propone un Dracula diretto da Bill Eagles, "con ampie libertà sulla trama di Stoker, la sceneggiatura dipinge un quadro di ambiguità e corruzione".

Il valore di questo saggio
Ma è assurdo soffermarci capitolo dopo capitolo sulla ricchezza di contenuti di questo saggio, davvero fondamentale per tutti coloro che vogliano capire il significato (e la sua evoluzione) del personaggio di Dracula e del vampiro, delle sue valenze simboliche, del percorso "politico", e infine del cambiamento graduale da essere malvagio e perturbante, a positivo e pur altrettanto perturbante degli ultimi best seller della Meyer.

Franco Pezzini, Angelica Tintori - The dark screen. Il mito di Dracula sul grande e piccolo schermo 695 pag., 19,00 - Edizioni Gargoyle 2008 ISBN 978-88-89-54128-9

Gli autori
Franco Pezzini (Torino, 1962), laureato in Diritto Canonico con la tesi Esorcismo e magia nel Diritto della Chiesa, è studioso dei rapporti tra letteratura, cinema e antropologia, con particolare attenzione agli aspetti mitico-religiosi. Tra i fondatori della rivista "L'Opera al Rosso", collabora a "L'Indice dei libri del mese", a "LN-Libri Nuovi" e al sito Carmillaonline (letteratura, immaginario e cultura d'opposizione). Ha pubblicato i saggi Cercando Carmina, La leggenda della donna vampira (Ananke, 2000), e - insieme ad Arianna Conti - Le vampire. Crimini e misfatti delle succhiasangue da Carmilla a Van Helsing (Castelvecchi, 2005).
Angelica Tintori (Milano, 1967), laureata al D.A.M.S. di Bologna dopo anni di frequentazione della Facoltà di Filosofia all'Università Cattolica di Milano. Lavora con il Museo Teatrale alla Scala nel 1995, ideando e curando la mostra "L'incantevole artificio - II melodramma nel cinema". Dal '97 al 2004 è soggettista e sceneggiatore di Legs Weavere Nathan Never per la Sergio Bonelli Editore. Pubblica il suo primo libro nel 2000 con la PuntoZero di Bologna: Michael Crichton - Medici, dinosauri & Co.; mentre l'ultimo è C.S.I. - Crime Scene Investigation per la collana I Telenauti (Delos Books) che ha anche curato. Scrive su varie testate, ultima delle quali "Fiction Tv", e collabora con alcune università e festival letterari.


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