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Numero 26 - Maggio 2009

IL VAMPIRO TRA SCIENZA E STORIA
di Davide Falzani, dal sito www.ghigliottina.it



Il vampiro è di certo uno dei personaggi più emblematici e interessanti dell'immaginario horrorifico: la sua figura attraverso gli anni si è evoluta fino a diventare, soprattutto dopo Byron e Stoker, l'incarnazione della bellezza e della depravazione. Le origini però di questa figura sono molto più lontane e misteriose, come ci riferisce in un’ intervista Massimo Introvigne, sociologo, storico ed esperto di culture popolari "La questione della nascita del vampiro è molto controversa. Si contrappongono due principali teorie: (a) è nata nei culti sciamanici della Siberia ed è venuta in Occidente con le grandi migrazioni; (b) è nata nella mitologia indiana e cinese ed è stata portata in Occidente dai Romanì (nome accademico per l'insieme di popolazioni che comprende i Rom e i Sinti, popolarmente detti zingari), che sono di origine indiana. Personalmente penso che la seconda teoria sia suffragata da migliori argomenti". Di solito si citano come esempi classici di vampiro due personaggi che sono vissuti quasi contemporaneamente nell’Europa dell’est, tra Romania e Ungheria: Vlad Tepes (1431 - 1476) ed Erzsèbet Bathory (1560 - 1614).

In realtà, oltre ad essersi macchiati di gravi crimini (cosa peraltro usuale in quei tempi soprattutto in zone povere dove la vita delle persone comuni era considerata di nessuna valenza rispetto a quella dei nobili), non hanno nessun contatto diretto con il vampirismo come ci dice lo stesso Introvigne "Erzsèbet Bathory ha a che fare con il sangue (in cui faceva il bagno) ma non con il vampirismo. Vlad Dracula - che non era un conte ma un principe nella realtà storica - è stato collegato al vampirismo solo da Bram Stoker molti secoli dopo la sua morte. In Romania c'è un ciclo folklorico sui vampiri e uno su Vlad Dracula ma i due non si sono mai incontrati fino a Stoker. Ergo, fino a quando Stoker non ha collegato Dracula ai vampiri non c'erano neppure punti di contatto fra Dracula e la Bathory". Peraltro nuovi studi storici affermano che molto probabilmente le atrocità di cui si sarebbe macchiata la Bathory sarebbero in gran parte inventate da una congiura politica ordita contro di lei per spodestarla.

Detto ciò c’è però da notare che praticamente in tutto il mondo e in una miriade di folklori e tradizioni è presente la figura del vampiro che mantiene come un unico punto fermo quello di un essere che uccide i vivi succhiando il sangue e, soprattutto in Europa, anche in date piuttosto recenti cioè fino a fine 1800, ci sono casi documentati (come nel 1731 nel villaggio di Medveda nell’odierna Serbia) di avvistamenti.

Molti studiosi e scienziati a questi avvenimenti hanno cercato di dare una risposta razionale ed hanno elencato una serie di possibilità per cui la fantasia e la realtà potrebbero essersi mischiate: anzitutto parliamo della porfiria ,un gruppo di malattie oggi molto rare, determinate da un alterato metabolismo delle porfirine e sono suddivise per diversità d’ intensità e caratteristiche sintomatologiche, non che varianti di evoluzione del virus stesso nell’organismo ospite. Questa patologia è nota per creare nelle persone affette anzitutto una forte fotosensibilità che li rende particolarmente pallidi e non gli permette di esporsi alla luce del sole,di seguito in alcune forme si può notare anche l’eritrodonzia, disturbo che colora letteralmente i denti di un colore fosforescente, facendo così suggerire un’ allungamento spropositato dei medesimi, addirittura visibili in ambienti poco illuminati. Se a questo aggiungiamo che questi malati non possono né mangiare né a volte toccare l’aglio in quanto esalta le tossine nel sangue e fa peggiorare notevolmente le condizioni di questa malattia, il gioco è fatto. Oltre la porfiria molti studiosi si sono concentrati anche su altri aspetti: molti avvistamenti riportano corpi dissotterrati trovati perfettamente conservati anche dopo molto tempo dopo la morte con del sangue sia sul viso che all’interno della bara. Questo è spiegabile perché soprattutto nell’est Europa dove il clima è più rigido i corpi ritardavano molto la decomposizione e dopo la morte ritirandosi la pelle la sostanza ematica fuoriesce dalla bocca, orecchie, naso e occhi. Inoltre quando si conficcava il celeberrimo paletto di frassino i gas della decomposizione fuoriuscendo facevano sembrare che questi corpi emettessero un urlo facendo schizzare di fuori il sangue.

A conclusione riportiamo un commento di Massimo Introvigne sulla figura del vampiro "Quando parliamo di vampiri parliamo in realtà di due cose diverse. C'è il vampiro folklorico che fa paura perché è brutto, cattivo e puzzolente, e c'è il vampiro trasfigurato dalla letteratura romantica a partire da Byron che è bello, non completamente cattivo e affascinante, certamente non maleodorante. Per intenderci Edward Cullen di Twilight è l'ultima incarnazione del vampiro e della stessa "persona vampirica" consapevolmente assunta nella sua vita mondana da Byron ma non ha molto a che fare con il vampiro del folklore romano o slavo...


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