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Numero 23 - Aprile 2008

IL DEMONE NERO
di Enrico Ercole



Il Demone Nero - Dan Curtis, 1973 Proprio quando la Hammer Film comincia a mostrare segni di stanchezza producendo le peggiori pellicole della sua storia (ci riferiamo in particolare a "1972: Dracula colpisce ancora" e "I satanici riti di Drcula"), la Universal TV decide di produrre uno sceneggiato per la televisione tratto dal romanzo di Stoker. La regia viene affidata a Dan Curtis, solido artigiano del cinema horror, e la parte del protagonista a Jack Palance, all'epoca reduce dal successo riscosso in una riuscita riduzione televisiva de "Lo strano caso del Dottor Jeckyll e Mister Hyde" di Robert Louis Stevenson. La sceneggiatura e' firmata da un altro "maestro" del genere: Richard Matheson ("Il pozzo e il pendolo", "I vivi e i morti", "Radiazione BX distruzione uomo"). Accolto da un discreto successo di pubblico e critica, "Il Demone nero" merita un posto di riguardo all'interno della filmografia del genere almeno per due motivi: la fedelta' al romanzo di Stoker (peccato solo che sia stata sacrificata la figura di Renfield) e l'idea - all'epoca assai originale - di mettere direttamente in relazione il personaggio del vampiro con quello storico di Vlad. Vent'anni prima del colossal diretto da Francis Ford Coppola, Dan Curtis dirige un film in cui il vampiro si trasforma da despota sanguinario in essere perseguitato e sofferente, in un angelo caduto che ritrova a distanza di secoli l'amore perduto quando era ancora in vita. La similitudine della sceneggiatura firmata da Matheson con quella di James Hart (utilizzata nel 1992 da Coppola) ha dell'imbarazzante: tanto piu' se si pensa che il titolo originale di questa versione televisiva era proprio "Bram Stoker's Dracula"! Peccato solo che le raffinate velleita' della sceneggiatura e della regia siano del tutto vanificate dal montaggio assassino di Richard A. Harri, che riduce il lungo film TV originale ad una pellicola cinematografica di un'ora e quaranta. Ne risulta infine un film lento, noioso, a tratti addirittura imbarazzante nel succedersi di inquadrature messe in sequenza senza alcun senso narrativo. I flash-back che ci rimandano al XV secolo, quando Dracula era in vita, si inseriscono maldestramente, apparendo spesso del tutto ingiustificati. Per non parlare poi della totale inettitudine degli attori, a cominciare dall'inespressivo vampiro di Jack Palance (tutto sibili, caccole e smorfie) fino ad arrivare allo sbiadito Van Helsing interpretato da Nigel Davenport. A peggiorare il risultato complessivo ci si mette anche la versione italiana dei dialoghi con i nomi che cambiano di continuo (Mina si trasforma in Mirna e Lucy cambia cognome almeno una decina di volte) e frasi che sfiorano il ridicolo: "Via! Via! Quella!" dice Dracula a Van Helsing armato di croce. "Va bene" risponde Van Helsing riponendo perplesso il crocifisso! Il collegamento Vampiro-Vlad e' qui risolto con alcuni flash-back che ci mostrano il principe valacco in vita, senza particolari riferimenti a guerre o crociate antiottomane. Il film si conclude con la distruzione di Dracula e una significativa zoomata su un ritratto che ce lo mostra in posa da epico cavaliere. Con tanto di scritta scorrevole che ci informa sulle imprese da lui compiute nel XV secolo.

Il Demone Nero
Dan Curtis, 1973


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