English version Scrivici:   vlad@ordinedeldrago.it
Ciao, benvenuto nell'Ordine del Drago!


 


informazioni, novità, recensioni, cultura, articoli, attualità, storia

Numeri arretrati >>>

Numero 22 - Luglio 2007

NELLA VIENNA DEL DRAGO
di Enrico Ercole



La miniatura conservata presso il Kunsthistorische Museum di Vienna. Cari amici, l'Ordine del Drago è appena stato a Vienna per voi. Direte: che c'entra Vienna con Vlad Tepes? Molto rispondiamo noi. Innanzitutto va ricordato che Vienna era una delle capitali del vasto impero a cui appartenevano le terre su cui regnava Vlad. All'imperatore del Sacro Romano Impero, che stava a Vienna ed era un Asburgo, arrivavano i rapporti sulle atrocità e sugli atti eroici condotti da Vlad in Valacchia. E' quindi naturale che Vienna sia diventata, nel corso del XV secolo, crocevia delle informazioni che arrivavano dagli angoli più remoti dell'impero. A Wiener-Neustadt, cittadina medievale posta a pochi chilometri a sud della capitale, fu dato alle stampe nel 1463 il lunghissimo poema di Michael Beheim sulle gesta di Vlad, un testo fondamentale che contribuì non poco alla diffusione del mito di questo personaggio. A Vienna arrivarono i primi ritratti di Vlad Tepes commissionati da Mattia Corvino durante il periodo di prigionia a Visegrad. Tanto che lo stesso ritratto conservato oggi a Innsbruck, presso il castello di Ambras, è con molte probabilità la copia di un ritratto più piccolo che fino agli anni Settanta del secolo scorso si trovava negli archivi del Kunsthistorische Museum di Vienna. Crocifissione di Sant'Andrea, anonimo. Galleria del Belevedere di Vienna.
Presso i viennesi, che aspettavano con ansia le notizie che provenivano dal fronte con l'impero Ottomano, Dracula ottenne subito un certo successo venendo di volta in volta descritto come un eroe o come un mostro pazzo sanguinario. Lo fu a tal punto che il suo aspetto, i tratti salienti del suo viso e del suo abbigliamento, divennero ben noti in città. Lo comprova il fatto che a Vienna si trovano due quadri, due pale d'altare, che lo raffigurano come incarnazione del male. Il primo si trova al Belvedere di Vienna, anche se non è esposto nella collezione aperta al pubblico. Si tratta di una Crocifissione di Sant'Andrea di anonimo in cui Vlad compare sulla sinistra del santo crocifisso: la posizione e l'espressione indifferente al martirio che si consuma sotto ai suoi occhi lo pone con chiarezza nell'ambito della simbologia del maligno, del male. La scelta di inserirlo in una pala dedicata a Sant'Andrea non è casuale: quel santo era infatti il protettore dei mercanti sassoni, categoria che Vlad fece perseguitare più volte. Lo stesso dicasi per l'altra pala viennese, questa volta accessibile al pubblico, esposta a destra dell'altare della chiesa di Santa Maria am Gestade.
Sinistra: la chiesa viennese di Santa Maria am Gestade. Al centro: l'interno della chiesa di santa maria am Gestade. Destra: la pala esposta a lato dell'altare della chiesa di Santa Maria am Gestade. Qui si può vedere Vlad vestire i panni di un ricco signore, sempre col suo classico copricapo con file di perle, che sta frugando nel mantello per cercare forse una borsa di danaro: il tutto con il viso rivolto dalla parte opposta della scena centrale, il punto dove si sta consumando la tragedia di Cristo sulla croce. Chi fosse interessato a vedere questa pala può tranquillamente rivolgersi alla sacrestia e fare richiesta al parroco. Durante il giorno la chiesa è sempre aperta ma la zona dove si trova l'altare (e la pala) è resa irraggiungibile da una grata che divide in due la navata centrale.
Ricordiamo che questi argomenti sono affrontati in maniera assai approfondita nel cd-rom "Vlad Dracula" che potete acquistare nella sezione SHOPPING di questo sito.

Cristo davanti a Pilato, pala conservata presso la Narodna Galerija di Lubiana. Questo insolito tour viennese dedicato a Dracula ci offre anche lo spunto per una segnalazione davvero importante. Recentemente presso la Narodna Galerija di Lubiana, in Slovenia, è stato scoperto un dipinto di anonimo che ritrae Cristo portato davanti a Pilato per essere giudicato. Sconcertante è il fatto che, seduto sullo scranno, a rappresentare il governatore romano, ci troviamo proprio Vlad Tepes: un'ulteriore prova di quanto il personaggio fosse ben noto non solo per la sue gesta ma anche nel suo aspetto fisico. La tavola, datata 1460, proviene dal Convento dei Francescani di Vienna.

A Vienna si può ancora vedere la cinquecentesca casa in cui alloggiava la contessa Erzsebet Bathory per i suoi soggiorni in città. La casa è un grosso edificio grigio, molto antico, che si trova al n. 12 della Augustinerstrasse, una stretta via che costeggia la Hofburg, il palazzo imperiale di Vienna. Erzsebet Bathory. Non ci sono targhe e nessuno vi dirà nulla storia di quella casa che oggi ospita un pub e un antiquario al piano terra e uffici ai piani superiori. Stando ai racconti e agli atti del processo, negli ampi scantinati di questo edificio la Bathory compì orribili misfatti, tanto che i frati che dimoravano nel convento dei Cappuccini, che stava proprio di fronte alla casa, dove oggi c'è la secentesca chiesa degli Agostiniani, ebbero ragione di lamentarsi più volte delle grida che si sentivano di sera. Questa casa, le cui fondamenta risalgono al Trecento, fu comprata da Ferenc Nadasdy, marito della Bathory, dall'imperatore che l'aveva a sua volta ereditata insieme ad altri domini della corona nei pressi del palazzo reale. Si narra che Mattia Corvino, per dare alloggio ai soldati ungheresi che si trovavano a Vienna, avesse acquistato nel 1457 alcuni terreni nei pressi del palazzo reale, adiacenti al Convento di Santa Dorotea. La casa al numero 12 dell'Augustinerstrasse, abitazione viennese di Erzsebet Bathory. Questo terreno venne reso accessibile grazie a una strada chiamata Ungarngasse (l'odierna Plankengasse). Proprio di fronte a questo terreno destinato alle tende dei soldati di Corvino, già dal 1313 sorgeva una grande casa che era appartenuta a un certo Harnish, tanto che veniva ancora familiarmente chiamata "la grande casa antica di Harnish", poi ribattezzata "La casa dei Testimoni". Nel 1441 il conte Alberto V la acquistò per utilizzarla come polveriera e nel 1531, dopo essere passata per le mani di vari proprietari, venne acquistata dall'imperatore Massimiliano e chiamata "Casa Ungherese". Difficile riuscire a risalire all'anno preciso dell'acquisto da parte di Nadasdy, ma è certo che la comprò sul finire degli anni Novanta del XVI secolo. Il visitatore moderno può visitarla da fuori e cercare di entrare nel portone per visitare l'antico cortile, molto piccolo e scuro.


Copyright © OrdinedelDrago - Tutti i diritti riservati.