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Numero 10 - Maggio 2004

VAN HELSING DOVE SEI?
di Enrico Ercole



Avete presente il placido ma risoluto professorotto olandese continuamente alle prese con le insidie della grammatica inglese descritto da Bram Stoker nel suo romanzo? Dimenticatevelo. Ricordate l'aura di mistero che ruota attorno all'aristocratico vampiro raccontato da Jonathan Harker nei primi capitoli del suo diario? Scordatevelo. Vi è rimasta impressa nella memoria la gotica descrizione della cupa Transilvania che scorre dai finestrini della carrozza che conduce Harker a Passo Borgo? Cancellatela. E che dire di quel mostro grondante di umana pietà che fa capolino tra le righe del "Frankenstein" di Mary Shelley Wollstonecraft? Via anche quello. Fate il vuoto assoluto e rimuovete con cura tutte le vecchie ombre che si proiettano sui muri scrostati della vostra memoria di giovani appassionati di classici horror. Quelle ombre cercatele magari nei cassonetti fuori dagli studi Universal o tra i reperti della Hammer: chissà che non salti fuori una sagoma in cartone del buon, caro, vecchio Bela o un fotocolor di Christopher. Insomma, cercatale dove cavolo vi pare, ma non tra i fotogrammi di Van Helsing, il nuovo film di Stephen Sommers in uscita contemporaneamente nelle sale di tutto il mondo proprio in questi giorni.
Volete sapere di che si tratta? Ve lo diciamo subito. Prendete il cappello di Indiana Jones, metteteci sotto la faccia in cartongesso di Wolverine, inguainate il tutto nello spolverino in pelle nera di Neo e guarnite il tutto con una balestra sparaculei e ogni altra sorta di diavoleria scartata dai laboratori di Scotland Yard perché ritenuta troppo scema. Mettetegli poi a fianco la scimmiottatura del fido Adso (ricordate il fraticello che accompagnava Fra Guglielmo da Baskerville ne "Il nome della rosa" di Annaud?) e troverete il Van Helsing (Hugh Jackman) protagonista del film di Sommers.
Dracula? Qui la ricetta si fa più complessa: servono infatti due ingredienti non facili da trovare. Bisogna prendere Renato Zero e mischiarlo con cura a un ninja in grado di camminare sui muri. Assicuratevi però che abbia la camminata scema di Michel Serrault e che parli con l'accento di Ivan Drago. Così facendo otterrete più o meno il Dracula interpretato da Richard Roxburgh. Poi c'è un uomo lupo con una bocca di Heather Parisi e le orecchie di Anubi. Frankenstein? Quasi accettabile, non fosse per la scatola cranica cabriolet e una strana sostanza verde luminescente che gli brilla nel testone e nel petto. Passabili anche le tre mogli di Dracula, qui trasformate da voluttuose seduttrici in vere e proprie arpie con velleità da ruspe demolitrici (praticamente radono al suolo un intero villaggio!). Per quanto riguarda lo sfondo, ci resta solo una Transilvania teletrasportata dai Carpazi direttamente sulle alte vette del Nepal. Per non parlare poi del castello di Dracula, ispirato direttamente al generatore della Centrale di Chernobil (dopo l'esplosione, naturalmente). Del fatto che Mr Hyde ruba la location al Gobbo di Notre-Dame arrampicandosi sulle torri della cattedrale parigina, preferiremmo non parlare.
Volete sapere la trama? Eccola. Dracula cerca di portare in vita degli orrendi bozzoli (creature disgustose a metà tra il culatello stagionato di Sassuolo e le uova di Alien) sfruttando la stessa forza vitale che ha generato la creatura di Frankenstein. A mettergli i bastoni fra le ruote arriva, mandato dal vaticano, Van Helsing. Con l'aiuto della bella Anna (ultima sopravvissuta di una stirpe sfigata di ammazzavampiri) e del fedele Carl (fraticello non troppo timorato di Dio), il prode Gabriel Van Helsing porrà fine al regno di Dracula con un "taglio netto". Non senza subire però qualche perdita umana e contrarre qualche strana infezione… Non è un gran che? E' vero. E se ne devono essere accorti anche il regista e il produttore, visto che si sono dannati l'anima per anestetizzare lo spettatore con effetti speciali forniti da una Vogliomanonposso Immaging in gran splovero e con effetti sonori gestiti col nuovissimo sistema Dolby Spaccaballe. Dopo due ore invochi l'intervento di Carletto, il principe dei mostri! The end. Meno male.


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