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Erzsebet Bathory
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  • Cronologia
  • Atti del processo
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  • Andai per sei volte con la signora Dorko in cerca di ragazze. Alle ragazze veniva promesso che sarebbero diventate mercantesse o serve da qualche parte. L'ultima ragazza morta veniva da un villaggio croato nei pressi di Rednek. Venne portata da Dorko in presenza della padrona che la fece uccidere. (...) Torturavano nel modo seguente: legavano braccia e gambe delle ragazze con spesse corde viennesi. La donna che si chiamava Anna Darvulia, che viveva al castello di Sarvar, legava loro le mani dietro la schiena... Ah quelle mani del colore della morte! E venivano picchiate finché non si laceravano loro le carni. Le palme delle mani e le palme dei piedi le battevano tanto (con cinquecento colpi almeno). La signora Darvulia poi tagliò loro le mani e la lingua con grosse forbici. (...) Le vecchie megere seppellivano i cadaveri qui a Cachtice. Io stesso le aiutai. (...) Quando le serve uccidevano una delle ragazze, la padrona portava loro dei regali. (...) A Beckov faceva torturare le donne nell'edificio della fornace. A Sarvar torturavano nella parte più interna del castello, dove a nessuno era permesso sostare. A Keresztur torturavano nelle stanze private della padrona. A Cachtice nella fornace. Quando era in viaggio la padrona torturava le ragazze nella sua carrozza: le picchiava e le pungeva sulle cosce con degli aghi.
    Confessione del servo Janos Friczko resa al Tribunale in data 2 gennaio 1611
    IL MITO DELLA CONTESSA DRACULA: La Contessa Bathory vista dal disegnatore Georges Pichard, autore del volume a fumetti 'La contessa rossa'.
    In casa della contessa si versò molto sangue, tanto che spesso ella fu costretta a cambiarsi di abito, tanto che le sue vesti ne erano zuppe. (...) Quando in presenza della padrona la signora Dorko picchiava le ragazze, il sangue ne usciva così generoso che sul pavimento dovevamo spargere cenere o crusca affinché venisse assorbito.
    Confessione della serva Ilona Jo resa al Tribunale in data 2 gennaio 1611



    Ho aiutato la Signora a picchiare le ragazze. Se non l'avessi fatto, lo avrebbe fatto lei e avrebbe trafitto loro le labbra con spilloni, ustionato le piante dei piedi con cucchiai roventi e tormentato le carni con le pinze. Una volta, la Signora, troppo malata per farlo di persona, mi ordinò di portarle le ragazze vicino al letto e poi si mise a strappare loro con i denti grandi brani di carne dalla faccia e dalle spalle.
    Confessione della serva Dorottya Szentes, detta "Dorko", resa al Tribunale in data 2 gennaio 1611
    IL MITO DELLA CONTESSA DRACULA: Il manifesto del film 'Countess Dracula' di Peter Sasdy (1970). Il ruolo della Contessa Bathory è interpretato da un'affascinante Ingrid Pitt.
    Eccellentissimo Conte Thurzo. Avremmo sperato di non dovervi scrivere una lettera simile, ma poiché l'argomento mette in serio dubbio il Vostro onore e la Vostra reputazione, non abbiamo altra scelta se non darvene notizia. Negli ultimi giorni Voi siete stato a Cachtice e la Vostra amatissima sposa è salita al castello. Lì ha fatto forzare la stanza dei tesori e ha prelevato una grande quantità di oggetti e danaro. Abbiamo stilato un elenco di tutti i beni che sono stati portati via da lei. (...) Siamo stati informati di ciò dal conte Gyorgy Homonnay e dal giovane Pal Nadasdy, da considerarsi ormai orfano, entrambi i quali hanno lamentato il fatto che vostra moglie abbia potuto agire in tal maniera. Oltretutto, si stanno diffondendo voci che ci dicono che Vostra moglie non avrebbe mai agito così senza il Vostro consenso. Poiché la Nostra carica ci impone di difendere i deboli e gli orfani sull'intero territorio del Regno di Sua Maestà, e poiché Noi - come Voi - siamo incaricati far rispettare le leggi, vi intimiamo solennemente, non come fratello ma con l'autorità che discende dalla mia carica, di restituire integralmente quanto prelevato da vostra moglie. (...) Se non seguirete il Nostro consiglio, pronunceremo la Nostra sentenza contro di Voi. Poiché abbiamo da rendere conto dei nostri doveri innanzi a Dio Onnipotente, non possiamo ignorare l'appello del giovane conte Nadasdy. Sono tenuto a notificarvi la questione.
    Lettera di Zsigmond Forgach, Giudice Supremo del Regno d'Ungheria, al Conte Gyorgy Thurzo, Conte Palatino d'Ungheria e accusatore di Erzsebet Bathory. Datata 16 febbraio 1612
    IL MITO DELLA CONTESSA DRACULA: Paloma Picasso interpreta il ruolo della contessa sanguinaria in 'Erzsebet Bathory', episodio del film 'I racconti immorali' di Walerian Borowczyk (1974).
    La sentenza
    La contessa ha commesso un crimine terribile contro il sangue femminile, e in ciò Dorottya, Ilona e Janos Ficzko erano complici fidati e consapevoli, e in seguito agli interrogatori le accuse hanno dimostrato di essere fondate. Per saperne di più sulla faccenda, Dorottya, Ilona e Ficzko sono state sottoposte a torture in occasione dell'interrogatorio (!!!). Le persone accusate hanno allora confermato le loro dichiarazioni e hanno aggiunto dettagli anche peggiori sui crimini terribili commessi da Sua Signoria, la vedova Nadasdy. Tutti gli accusati davanti alla corte, nelle confessioni rilasciate a loro sponte o anche sotto la tortura, danno prove inconfutabili della colpevolezza dell'accusata, che supera ogni immaginazione per i molti omicidi e assassini e per le particolari torture, per le crudeltà di tutti i tipi e per la malvagità. E poiché a questi crimini gravissimi dovrebbero essere commutate le pene più severe, Noi abbiamo deciso - e con la presente sentenza decretiamo - che, considerando in primo luogo Ilona e in secondo luogo Dorottya come le persone maggiormente implicate nei crimini di sangue e come assassine, la sentenza sia che tutte le dita delle loro mani (che esse immersero nel sangue cristiano di innocenti) vengano strappate dai carnefici con le pinze di ferro, e che siano poi arse vive sul rogo. Janos Ficzko, viene invece condannato alla decapitazione, poiché la sua giovane età e il minore coinvolgimento nei fatti ascoltati mitigano la sua colpa. (...) Detta sentenza è stata pronunciata pubblicamente davanti agli accusati e le condanne sono state eseguite immediatamente. Affinché serva come monito per i tempi futuri, il presente documento è firmato di Nostra mano e suggellato con il Nostro sigillo. Ordiniamo quindi che venga consegnato a Sua Eccellenza il Conte Palatino Gyorgy Thurzo. A.D. 7 gennaio 1611.
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